Intervista al M° Angelo Fernando Galeano

Voce di Chimera/ marzo 11, 2017/ News/ 0 comments

Uno dei protagonisti della scorsa edizione di Voce di Chimera 2016 è stato senza alcun dubbio il M° Angelo Fernando Galeano. Pugliese di origine e Torinese d’adozione, il M° Galeano è uno dei vocali coach e delle vocalità più stimate nel panorama musicale italiano e internazionale. 

Dopo la laurea in Canto con Lode presso il Conservatorio G.Verdi di Torino sotto la guida di Luisella Ciaffi Ricagno e Silvana Moyso, la carriera del Maestro è tutta in ascesa. Vanta collaborazioni importanti con famosi direttori d’orchestra d’Itaia e si esibisce nei più importanti teatri italiani ed esteri. 

Colpiti dalle sue straordinarierie doti vocali di Controtenore, diversi compositori hanno scritto per la sua voce ruoli in opere o raccolte di liriche.
Collabora stabilmente con l’Accademia dei Solinghi con la quale si dedica alla riscoperta del patrimonio musicale della Cappella Reale di Torino fra il ‘600 e il ‘700 prendendo parte a diverse prime esecuzioni mondiali in tempi moderni di autori come Galuppi, Fioré, Montalto, Giaj. 

Parallelamente all’attività concertistica si dedica all’attività didattica nel campo della vocalità teatrale, sia essa Opera (dal Barocco al Contemporaneo) o Musical Theatre. Si dedica inoltre al recupero attento e fisiologico di voci in difficoltà tecnica, traballanti, mal impostate o in fase di ripresa post-nodulare e svolge un’ampia ricerca teorica e pratica in Italia e all’estero per la quale è uno dei più apprezzati didatti della Tecnica Vocale a livello nazionale della nuova generazione. 

Il suo seguitissimo blog www.ditantipalpiti.it, sito personale con articoli sul canto e sulla tecnica vocale, vanta attualmente più di 20.000 letture.

Abbiamo avuto occasioni di porgli alcune domande circa la sua esperienza vissuta a Voce di Chimera 2016:

1- Durante le varie fasi di Voce di Chimera 2016 hai preso parte, nel ruolo di insegnante, al pomeriggio di Workshop con i finalisti della scorsa edizione. Cosa ti rimane di quel pomeriggio? 

Sicuramente il ricordo di un’infinita voglia di apprendere.
Le nuove generazioni sono figlie dell’era di internet e sono abituate ad avere tutto e subito, in modo superficiale; ma quando un giovane come quelli che ho avuto il piacere di incontrare nel Workshop decide di intraprendere un percorso di conoscenza musicale non si ferma alla superficialità, vuole invece andare a fondo delle cose e mi ha molto colpito la loro curiosità intellettuale e il bombardamento di domande a cui sono stato sottoposto quando hanno compreso la mia disponibilità a chiarire loro ogni dubbio.
Sono stati attentissimi e come didatta e divulgatore non posso che avere un ricordo più che positivo. 

2- La serata finale del concorso ti ha visto nella veste di presidente di Giuria, ruolo che hai già ricoperto in diverse occasioni.
Che emozioni hai provato? 

È sempre difficile scegliere un vincitore fra diversi talenti. Ognuno ha le sue caratteristiche tecniche ed espressive e spesso nei concorsi ci sono tanti artisti interessanti, ma non si può ovviamente premiare tutti. Quello che ho visto e che mi ha colpito molto in qualità di presidente di Giuria è stato il rendermi subito contro che alcuni concorrenti non si esibivano per vincere, ma per fare musica e per il piacere di condividere con la piazza entusiasta la loro musica e il loro modo di essere artisti. 

In particolare gli Overflowing sono stati premiati con diversi premi (Premio della critica e Premio Radio), un gruppo che si è esibito eseguendo un brano inedito, annunciando marcatamente la volontà dei componenti di essere presenti al Concorso per la gioia di esibirsi e fare musica insieme e non, eseguendo un brano famoso o accattivante per il pubblico e la Giuria, per vincere un premio.

Consegna del Premio Chimera 2016 al M° Angelo Fernando Galeano

3- Uno dei momenti più belli della serata finale di Voce di Chimera 2016 è stato senza dubbio la consegna del Premio Chimera 2016 per i tuoi quindici anni di carriera e per il contributo che hai dato all’Associazione Ali di Chimera fin dalla sua nascita. Cosa ha significato per te ricevere questo premio? 

È stato per me emozionantissimo ricevere tanto calore, accoglienza e gratitudine da parte dell’Associazione Ali di Chimera.

Non mi aspettavo di ricevere questo Premio ed è stata una sorpresa graditissima e commovente. Siete riusciti visibilmente a lasciarmi senza parole e conservo questo riconoscimento sul mio pianoforte come una delle cose più care che possiedo. 
Il mio lavoro, per mia scelta, si svolge spesso dietro le quinte ed avere di colpo l’attenzione puntata su di me non per un’esibizione ma per una dimostrazione di affetto e gratitudine è un’emozione indescrivibile. 
Di questo e di tanto altro vi sono grato e sono orgoglioso e onorato che abbiate pensato a me come primo destinatario. 

4- La tua attività di insegnante è perlopiú concentrata nel nord Italia tra Torino e Milano. Cosa significa per te tornare alle radici della tua terra? 

È una grande sofferenza dover vivere lontano dalla mia terra d’origine. Qui in queste due città ho trovato terreno fertile per la mia professione, allenando professionisti che cantano in Italia e all’estero, soprattutto nel campo dell’Opera, del Barocco e del Musical Theatre, oltre che del Pop e del Rock, ma sempre più richieste mi arrivano da ogni parte d’Italia. La Puglia resta però nel mio cuore e quando ho il privilegio di allenare un artista pugliese lavoro con più gioia. 

L’invito dell’Associazione è stato per me importantissimo dal punto di vista emotivo e ha contribuito a rinsaldare l’amore per la mia terra ed anche, devo ammettere, a riaccenderlo, dato che rarissime sono state le occasioni in cui la mia professionalità è stata riconosciuta a così pochi chilometri dal mio paese natale. Ma, come dicevano i nostri antenati, nemo propheta in patria. È quasi inevitabile. 

5- Hai visto tanta gente crescere, giovani artisti diventare artisti maturi. Sotto la tua guida sono nati autentici talenti: che consigli ti senti di dare ai concorrenti di Voce di Chimera 2017 e a tutti i giovani talenti che aspirano a diventare grandi artisti? 

Sono davvero fortunato, decine di artisti che ho allevato ed altri che alleno tuttora ricompensano i miei sforzi facendo strada e brillando nelle loro carriere, facendosi onore per la loro solidità ed alcuni di loro hanno surclassato in varie occasioni artisti più talentuosi ma meno solidi tecnicamente. Ed è stata la mia gioia più grande. 

Negli anni ho visto anche, purtroppo, troppi giovani bruciarsi nell’impeto e l’entusiasmo di diventare famosi e non di diventare bravi. Raga
zzi che, una volta deciso di intraprendere la carriera canora, anziché cercarsi un allenatore vocale ed un maestro di spartito e di stile, qualunque sia il genere scelto, preferiscono, o credono sia sufficiente, aprire dei profili social come “artisti” e cercare il modo di sfondare in tv o su internet. 

La fama arriva se si svolge il proprio mestiere con dedizione e abnegazione. La prima virtù di un artista è l’onestà, la seconda l’autoironia e la modestia. Identificate i vostripunti deboli, musicali e tecnici, e lavorateci su per rimediare prima possibile, molto prima di gettarvi nella mischia sfruttando solo i vostri punti di forza, spesso quelli sono legati all’età e al momento storico, non alle vostre effettive capacità. Non abbiate fretta di essere adulati e riconosciuti come artisti prima di aver fatto davvero dell’arte la vostra unica ragione di vita e non pensate che basti una bella presenza ed un’anima nobile da esprimere per vivere della vostra arte, serve tecnica, studio, disciplina. 

Dico sempre agli artisti che alleno di studiare come degli invasati fino a 30 anni e non sentirsi arrivati a 20, perché è dai 30 ai 60 che un artista ha il vero apice della sua carriera ed ha la maturità per esprimere davvero il meglio di sé, prima rischia di essere solo un fantoccio in mano ad una casa discografica o ad un manager.
Diffidate anche dei talent televisivi, utilizzateli solo quando il vostro progetto musicale ha già un’identità forte e ben definita. E, soprattutto, non gareggiate per vincere, ma gareggiate per amore della Musica, usate quel palcoscenico per nutrire la vostra anima, non il vostro orgoglio. 

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