Voce di Chimera/ marzo 21, 2018/ News/ 0 comments

Sono passati sette mesi dalla finale di Voce di Chimera: un’edizione straordinaria, che ha visto protagoniste le più belle voci del panorama musicale pugliese e non. La voce che si è distinta nell’edizione 2017 è stata senza dubbio quella di Donatella Spinelli, vincitrice di Voce di Chimera – Edizione 2017.
Classe 1998, Donatella ha lasciato il segno sulla Super Giuria interpretando il brano “At last” di  Etta James. Una vittoria consacrata dalla sua straordinaria vocalità, capace di toccare le corde più profonde del cuore.

Il nostro Direttore Artistico Mariano Di Venere ha scambiato alcune chiacchiere con lei.

Donatella, hai iniziato a studiare canto sin da giovanissima. Come è nata questa tua passione? Come mai hai deciso di studiare proprio il canto?

La mia passione per il canto non è nata immediatamente dall’arte canora in sé, bensì dal pianoforte. Ho assistito ad una lezione di musicoterapia tenuta da un mio amico, e da quel momento ho deciso che avrei intrapreso il mio percorso musicale. Ho iniziato a studiare pianoforte per poi passare al canto. Sono entrambi due grandi passioni forti, sebbene la preferenza vada tuttora verso il canto. Sento che attraverso la mia voce posso esprimermi meglio.

C’è un artista con cui ti piacerebbe collaborare? Perché?

Gli artisti con cui mi sarebbe piaciuto collaborare, ahimè, non sono più in vita. Amo particolarmente lo stile cantautorale, la figura del cantautore mi affascina particolarmente. Mi piacerebbe molto collaborare con Max Gazzè o Vinicio Capossela. Apprezzo molto il loro modo di scrivere, i testi, le canzoni, lo stile. In termini di performance, show, sarebbe bello poter collaborare con Caparezza, per la musica italiana, e Beyoncè per la musica internazionale.

Hai una voce bellissima, frutto di sacrifici e tanto studio e ovviamente il tuo talento innato. Pensi che per affermarsi conti più il talento o lo studio?

Credo che entrambi siano necessari. Tutti hanno una base e sono potenzialmente intonati. Alcuni decidono di coltivare, portare avanti l’intonazione e di non fermarsi solo a questo, ma di andare anche oltre. Fondamentale è trovare una guida competente che sappia curare la voce, non “deformarla”, e che riesca a far uscire quella che è l’autentica personalità vocale. Per mia fortuna, nel mio percorso di studi ho trovato maestri competenti che mi seguono.

Secondo la tua esperienza quanto spazio è riservato ai giovani cantanti emergenti? Ci sono concrete possibilità di affermazione?

In foto Mariano Di Venere, Donatella Spinelli e Massimiliano Longo

Questo è un periodo abbastanza difficile per emergere all’interno del mondo musicale perché internet e i social hanno fatto si che non si dia più importanza alla voce, a quello che è il talento di una persona, ma a quello che è l’aspetto esteriore. Adesso va di moda il “belloccio”, la ragazza che deve mostrare la sua esteriorità al posto della voce. Penso che sia molto arduo, dunque.

Sono del parere che i più talentuosi non vadano trovati all’interno di trasmissioni televisive, talent, e che non si trovino su YouTube. Sono strumenti che aiutano a mettere in mostra l’artista ma sicuramente i veri talenti non sono in televisione. A prova di ciò basti pensare che i veri talenti, veramente bravi e potenti, vengono subito scartati in quanto non hanno a che fare con il business musicale.

Raccontaci una delle esperienze più belle che ricordi tra quelle legate alle tua carriera.

Ricordo con molto piacere un concerto realizzato in conclusione di una Masterclass per vocalist. E’ stata la prima volta in cui ho ricevuto i complimenti da parte del mio Maestro. Credo che sia stata una delle esibizioni più belle che io abbia mai fatto.

Un’altra esperienza che ricordo con commozione è stata quando ho cantato “Star bene a metà”, un brano di Pino Daniele. E’ stata la prima volta in cui ho davvero interpretato una canzone. Non sono riuscita a finirla, sono scoppiata a piangere per l’emozione.

Sei la vincitrice di Voce di Chimera 2017. Come hai vissuto questa esperienza?

Ho vissuto questa esperienza con molta tranquillità. Sin da subito mi sono sentita in un ambiente molto familiare, non il solito concorso. E’ stata una bella esperienza che ho preso come un gioco, sfociata in una vittoria che sinceramente non mi aspettavo.

Amo prendere tutto come una piacevole sfida, anche se qualche giorno prima di una performance ho l’ansia, tutto mi sembra impossibile. Quando poi sono sul palco tutto sparisce, ma credo sia normale per chi vive le emozioni che regala la musica.

Il giorno in cui c’è stata la finale, il 13 Agosto,  era un giorno molto importante per me, la scelta del brano non è stata casuale. “At last” è il mio cavallo di battaglia. Quando mi si chiede che pezzo prediligo cantare, risponderei subito con quel brano. E’ stata la canzone con cui è iniziato tutto, in un certo senso è come se la dedicassi a qualcuno. La mia esibizione più che essere finalizzata alla vittoria aveva come obiettivo quello di trasmettere un messaggio a qualcuno.

E’ stata davvero una bella esperienza, molto pulita, molto stimolante.

In foto Clemente Donado e Donatella Spinelli

Cosa hai provato dopo la proclamazione?

Ho provato gioia, davvero non me l’aspettavo.

Sono stata contenta di esser stata scelta per “Sanremo Revival” di Lela Mosiashvili e il “Festival della voce” di Carla Volpe. Non mi sarei inoltre mai immaginata di ricevere il premio Radio e la vittoria a Voce di Chimera – Edizione 2017. C’erano voci molto valide e meritevoli. Esser stata scelta per la vittoria è stata una grande soddisfazione.

Quali sono i tuoi consigli per i cantanti emergenti che vogliono intraprendere una carriera musicale?

Non mi sento in grado di dare dei “consigli” perché sto crescendo artisticamente in prima persona.
Il consiglio che mi piacerebbe che mi sia dato è di non perdere mai di vista i propri obiettivi, di non farsi abbindolare da persone che si sbilanciano in promesse vacue, e infine di rimanere sempre se stessi.
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